Autismo, riconoscerne i sintomi

Abbiamo appena partecipato alla due giorni formativa organizzata dalla Provincia di Varese presso Villa Recalcati, dal titolo Autismo come riconoscerne i primi sintomi. I relatori Paolo Aliata, Elena Scarabello, Sara Albertini e Sonia Marchiori hanno presentato la problematica agli educatori di prima infanzia. I bambini che soffrono di autismo accusano una sorta di caos percettivo. Ricevono un imput sensoriale distorto che si traduce in una incapacità di decodifica, di capire la realtàQuesto genera un disagio la cui prima risposta sono le stereotipie e l’autostimolazione.

Bisogna offrire al bambino autistico nuove esperienze sensoriali che lo aiutino ad autoregolarsi ed aumentare il suo bagaglio di conoscenze. Attraverso il movimento il bambino esperimenta la sua corporeità per questo è importante lavorare sulla totalità della stimolazione sensitiva.

  1. AREA CORPOREA

1-Esercizi di potenziamento visivo (fissazione, inseguimento dell’oggetto, esplorazione visiva)

2-Stimolazione uditiva: giochi di discriminazione( localizzazione, tono, intensità e qualità del suono). Esercizi accompagnati di gesti o suoni. Racconti. Per esempio mettere una campanella al suo gioco preferito.

3-Stimolazione gusto-olfattiva: in genere i bambini non vogliono essere toccati. Tentare di favorire l’autonomia sulla cura personale e il mangiare (per esempio massaggi con marmellate o cioccolato sul contorno della faccia o bere da una cannuccia).

4-Stimolazione tattile e contatto corporeo: potenziamento dell’sperimentazione sulla realtà attiva. Favorire il prestare attenzione a ciò che si sta toccando. Si possono appendere le cose che attirano la loro attenzione.

  • AREA DELLA COMUNICAZIONE

Utilizzare strategie visive. Dare gli imput per le regole con le immagini.

Quaderno PECS comunicazione funzionale con immagini; collaborazione tra scuola, famiglia e operatori dei centri. Incoraggiare la spontaneità. Utilizzare i segni.

  • AREA COGNITIVA

Trovare il modo per dare la chiave d’acceso per avere la motivazione.La chiusura si deve all’incapacità di azione focalizzata nell’ambiente. Non percepisce l’avere una capacità per modificare l’ambiente. Non bisogna avere fretta, va privilegiato il processo e non il contenuto. Ci sono due possibili modalità:

  1. Ostruzionismo giocosa
  2. Gioco parallelo. A specchio.

 “OGNI VOLTA CHE IMPARIAMO QUALCOSA DI NUOVO, NOI STESSI DIVENTIAMO QUALCOSA DI NUOVO” Leo Buscaglia

Bisogna alternare le proposte. Iniziare sempre giocando per terra (floor time). Partire con elementi conosciuti e motivanti, ed in seguito introdurre le novità. Concludere con un successo(aumenta la autostima)

Accenni al comportamento problema

Ha sempre un intento comunicativo. Proporre un ambiente attento, accogliente ma che faccia imparare le norme per socializzare.

Ogni comportamento ha una topografia: antecedenti, comportamento vero e proprio e conseguenza. Bisogna trovare un comportamento sostitutivo e dopo allenarlo nel nuovo comportamento. E’ importante semplificare il compito al massimo ma portarlo a termine.

  • AREA DELLE AUTONOMIE PERSONALI

       Mancano i prerequisiti attentivi-motori e comunicativi ma possiamo lavorare sulla collaborazione del bambino. Creando momenti intimi, individuando il momento della cura. Si può creare un concatenamento (sequenza) che faciliti l’apprendimento.

Liliana Gomez