TECNOLOGIA DIGITALE: I DANNI ALLO SVILUPPO DEI BAMBINI

Da anni io esprimo senza mezzi termini il timore della digitalizzazione precoce dei bambini, parere suffragato da una folta schiera di autorevoli pedagogisti “non allineati” . Stamattina ho ascoltato in radio  l’intervista all’Onorevole Cangini, giornalista direttore del Quotidiano Nazionale, che vi riporto in allegato e che mi trova d’accordo. Mi fa piacere che anche la politica cominci a ragionare sull’argomento dimostrando quindi di sganciarsi dalla logica del profitto della grande industria del settore, molto potente come ben sappiamo. 
Da tempo io dico che i videogiochi dovrebbero essere vietati ai bambini almeno fino a 14 anni, mentre nelle istituzioni scolastiche si inneggia all’uso pedissequo di LIM, computer e tablet, senza educare i bambini e adolescenti ad una “saggezza digitale”.

Il cervello in fase evolutiva ne risente con conseguenze che si ripercuotono sulla capacità di resilienza, di socializzazione, di inventiva, di creatività, di concentrazione nello studio e altro. I device acuiscono il gap generazionale tra figli e genitori che si trovano a dover contrastare ogni momento l’uso smodato di questi mezzi arrivando anche a litigare con i figli. I videogiochi creano solitudini e dipendenza. Quest’ultima avviene anche a livello chimico-fisico rilasciando dopamine ed endorfine che creano relax e piacere, proprio come la cocaina.
Ciò nulla toglie all’utilità e prodigiosità di questi mezzi che tutti noi usiamo, ma noi siamo grandi e “abbiamo le spalle grosse” per dominare noi il mezzo mentre nei bambini avviene esattamente il contrario, si rendono schiavi e addicted.
Leggete l’intervista per approfondire l’argomento, molto delicato e di primaria importanza… E soprattutto, scusate se mi permetto, non regalate device e videogiochi ai bambini a Natale!

Auguri a tutti

Francesca Corbella