STORYTELLING AL NIDO CON HOCUS & LOTUS

Insegnare ai bambini la seconda lingua diventa facile se si adottano gli accorgimenti che il nostro metodo HOCUS & LOTUS segue da tempo. Abbiamo preso parte al corso di formazione Storytelling al Nido, dove abbiamo confermato che la nostra metodologia è efficace:
–  Leggere storie nella propria lingua madre è un’abitudine sedimentata nella maggior parte delle famiglie, quindi introdurre al nido l’uso di una seconda lingua tramite un libro sarà sicuramente più facile che farlo attraverso attività di tipo più scolastico.


–  Quando si legge in inglese anzichè tradurre ogni singola parola o frase, è meglio usare il corpo e la gestualità per farci capire da tutti. La gestualità è un mezzo molto potente per comunicare e vedrete quanto i bambini capiranno grazie a questo metodo.

– Quando si legge in inglese ai bambini, le immagini possono essere molto d’aiuto, anzi lo sono!! Quando si legge servirsi delle immagini e unirvi la gestualità.

– E’ necessario che la teacher sia madrelingua? No. Anche un’educatrice italiana può leggere i libri in inglese, se è una lingua che ama e se la conosce sufficientemente bene da pronunciare le poche righe di un libro per bambini in modo che esse acquistino un senso.

– Non è necessario avere una pronuncia perfetta come un giornalista della BBC, serve piuttosto capire quello che si legge e riuscire ad interpretarlo per il bambino, senza tradurre.

– Per questo è importante che il bambino sia piccolo. Prima si comincia e prima diventerà un piacevole appuntamento.

– E’ grazie alla ripetizione che si impara. Perciò, non abbiate paura di essere ripetitive. Per noi adulti la ripetizione è noiosa, per i bambini è rassicurante.

–  Fare in modo che le letture in lingua avvengano almeno una volta alla settimana e con appuntamenti fissi: 30 minuti per i più piccoli (0-2 anni) e 45 minuti per i “grandi” (3 anni in su)

–  Nei primi 12 mesi di vita i bambini sono in grado di distinguere qualsiasi suono di qualsiasi lingua. E’ una finestra molto limitata. Intorno al 12mo mese di vita il bambino ha chiaramente individuato quale spettro di suoni fa parte della comunità in cui vive, e la capacità di cogliere suoni al di fuori di questo spettro decade, non serve più.

– La primissima infanzia è un momento d’oro per le lingue, un momento che vale la pena cogliere, quindi ha senso esporre i bambini a persone che parlano Inglese fin da piccolissimi.