PERCHE’ I BAMBINI AMANO AVERE PAURA?

Perchè i bambini amano avere paura?

Con la carnevalata di halloween che nulla ormai ha a che fare con l’antica festa rituale celtica (Samain) per i morti e per propiziarsi la stagione “morta” che sta per iniziare, si affacciano anche delle riflessioni più serie, ovvero: perchè questa mania dell’horror prende piede anche nei più piccoli?
Halloween è divertente senza dubbio, ma snatura completamente il sacro rispetto che dovremmo ai morti. In una maniera che quasi esorcizza la paura che spettri e scheletri ci incutono. Le maschere si sono arricchite poi di funerei volti assassinati che non c’entrano per nulla con i morti “naturali”, entriamo quindi nell’orripilante puro, nel crimine, nei bassifondi e nell’ade infernale! Viene da ridere mentre si dovrebbe mantenere in questo giorno oscuro, illuminato romanticamente da zucche vuote e lumini, un sacrale ancestrale silenzio.

I bambini amano lo spavento perchè in esso è insita la risoluzione dello spavento stesso, una rassicurazione che prontamente viene loro data dagli adulti. Infatti i contenuti ansiogeni nelle storie classiche per l’infanzia (il lupo cattivo, la matrigna, il pifferaio magico, il ladro, il bugiardo, l’assassino e il mentitore) vengono contrastati dalla controparte buona che riscatta il protagonista nel quale il bambino si immedesima. 

I bambini amano andare incontro alla paura perchè la paura, reale o immaginaria, accompagna tutte le fasi della crescita infantile fino a che l’esperienza del buono e del bello non viene compiuta. Ovvero fino a che il bambino non impara a far fronte, sperimentando la forza, il coraggio, la rielaborazione dell’esperienza.
In relazione alla quotidianità le differenti paure che sperimentano i bambini possono essere distinte in paure concrete legate al mondo reale (es. oggetti, animali, persone, situazioni) oppure paure magiche legate al mondo della fantasia. Nonostante le paure facciano parte del normale processo di crescita se mal gestite possono anche patologizzarsi e diventare fobie. Capita, infatti, che i genitori con l’intento di tranquillizzare e rassicurare il figlio finiscano inconsapevolmente, se troppo pressanti, per alimentare la paura stessa.

E’ importante rispettare la paura del bambino senza massimizzarla ma nemmeno minimizzarla. Evitare di cadere in lunghe spiegazioni razionali sulla paura. Evitare di parlare costantemente della paura del piccolo (sarebbe altrimenti come inserire un promemoria costante!). Osservare le reazioni e i comportamenti messi in atto dal bambino in relazione alla paura ma senza intervenire. Costruire uno spazio ben definito in cui parlare della paura assieme al bambino, ma al di fuori di questo evitare di parlarne. Sarebbe opportuno gestire lo “spazio paura” attraverso l’ausilio di pupazzi, di racconti fantastici o aneddotici così che pian piano tutto diventi un gioco da fare insieme. Creare  un’esposizione graduale alla paura (es. se il bimbo ha paura del buio, prima di dormire il genitore potrebbe distendersi accanto a lui e leggere una fiaba, pian piano le sere successive leggere allontanandosi sulla sedia, e così via… l’introduzione di un piccolo e graduale cambiamento andrà poi a costituire una sorta di “rituale della buonanotte” da ripetere fin quando il bimbo non sarà in grado di addormentarsi da solo). In ogni caso davanti alla paura occorre creare il suo antidoto, il suo contraltare positivo. La scoperta del quale è la vera ragione per la quale i bambini in determinate circostanze protette si “divertono” ad avere paura (gioco dei fantasmi la sera nei corridoi di casa). Quindi qui, come nel caso di halloween, siamo nel campo dell’esperienza della paura in zona di comfort. E come allenamento non è male! La natura, che ha inventato la fervida immaginazione infantile, fa sempre le cose per bene!