FORMARSI PER FORMARE

L’amore per il nostro lavoro e la soddisfazione di veder crescere i nostri bambini non prescindono dalla formazione continua.
Nei mesi di aprile e maggio abbiamo preso parte ai seguenti corsi:

IMPORTANZA DELL’OUTDOOR EDUCATION – Una giornata per introdurre e approfondire le potenzialità degli spazi aperti, quali luoghi di scoperta, di laboratorio delle intelligenze multiple, di esplorazioni in libertà, di progettualità spontanea da parte dei bambini. Il contatto con l’ambiente naturale produce domande continue lasciando spazio alla ricerca e generando uno stile pedagogico orientato all’ascolto.
I bambini sono esploratori irriducibili che colgono il cambiamento e le trasformazioni delle natura, osservano le foglie cadute da un albero, toccano l’erba bagnata, scovano una formichina su un tronco e da lì l’educatore attento (e formato) può far scaturire un’intera programmazione. In uno spazio aperto esiste l’ozio fecondo, quell’attitudine tranquilla e osservativa che permette di lasciar entrare il mondo esterno e di tradurlo in curiosità, contemplazione, attimi fuggenti che tuttavia cimentano le relazioni e la fiducia verso il mondo.

COMUNICARE CON EMPATIA AL NIDO – Nel trattare la comunicazione nei servizi per l’infanzia c’è la necessità non solo di tenere in considerazione i bisogni dei bambini, ma anche quelli dei genitori. I genitori infatti necessitano del sostegno del nido come partner, di poter contare su una rete di sostegno, di poter stabilire un rapporto di fiducia con chi si occupa del loro bambino e di essere informati su quello che il bambino fa quando non è con loro.L’essenza della comunicazione al nido sia tutta nello stabilire un rapporto empatico con i genitori e con tutte le figure di riferimento del bambino. Solo in questo modo infatti si può costruire nel tempo quella fiducia reciproca che faciliterà ulteriormente il processo comunicativo.



L’IPERATTIVITA’ NELLA PRIMA INFANZIA – Si sente speso parlare di diagnosi di deficit dell’attenzione e di iperattività, abbiamo approfondito questi temi, seppur non per la prima volta, in un corso ad hoc dove abbiamo analizzato le componenti genetiche, ambientali, famigliari, nonchè i sintomi che un professionista dell’educazione deve rilevare in sezione per correre per tempo ai ripari.
Questi disturbi infatti sono del tutto curabili con adeguate mosse educative se presi in tempo, prima che si cronicizzino dando conseguenze più gravose in età successiva.

APPROFONDIMENTO SUL METODO ARNO STERN – Abbiamo seguito questo seminario di approfondimento per poter portare il metodo usualmente applicato ai bambini dell’Infanzia, anche al Nido. Il metodo si basa essenzialmente sull libertà di manipolazion del colore e del pennello, con regole chiare e semplici, senza indicazione alcuna sul soggetto da eseguire, senza giudizio alcuno, ma con il supporto affettivo e partecipativo dell’adulto. Questi è la figura del Practicien, un regista sensibile e non invadente,  un supporto al servizio dei bambini. 


DON GIUSSANI E IL RISCHIO EDUCATIVO – Abbiamo seguito un ciclo di quattro seminari dai titoli eloquenti: Il medoto educativo, Autorità e Libertà, Verità e realtà, Tradizione e verifica. Gli incontri, promossi dall’Associazione DIESSE di Milano, ricchi di interventi da parte di primari relatori, hanno messo a fuoco il pensiero filosofico, teologico, sociale ed estetico di questo grande educatore che si è rvolto soprattutto ai giovani.  Solo attraverso i bambini e i giovani si costruisce la grande società umana. “Fuochi da accendere, non vasi da riempire sono i ragazzi”, diceva Don Luigi.