ASCOLTIAMO! LA MUSICA BASTA A SE’ STESSA

“Si può sempre stare nella musica anche se non si è musicisti”. Queste le parole della musicista Federica Braga dello Studio Musilieu di Milano, dove applica il metodo della Music Learning Theory di Edwin Gordon.

Siamo d’accordo con la Maestra e anche nei nostri corsi di Propedeutica e Strumenti, all’Albero dei Bambini, riteniamo che la musica offra vari livelli, percorsi e vie differenti per arrivare a sentirla con la “pelle ” e con il “cuore” più che con la tecnica o il talento puro, che pochissimi hanno.

Mettere la musica al centro, convincendoci che essa basta a sè stessa e ci può venire in soccorso in tanti momenti, deve essere parte della vita delle persone ma anche e soprattutto della didattica nelle scuole fin dal Nido.

La musica è bella di per sè, è riempitiva, è emozionale. Anche per coloro che ancora, come i bambini piccoli, non hanno basi tecniche o cognitive.

Ogni bambino, o comunque persona nelle diverse fasi della propria evoluzione, ha diritto di stare nella musica secondo le proprie istanze e competenze, per stare bene, per provare emozioni.

La musica è un linguaggio fatto di suoni con diverse altezze e durate, governati da regole che variano da cultura a cultura. E’ un linguaggio non verbale, emotivo, sensoriale, non razionale.

Se cerchiamo dentro di noi le parole della musica troviamo: evasione, intimità, spiritualità, emozione, sentimento, libertà, vivere! sognare, condividere, espressione di sè, gioia.

La musica è un linguaggio che si apprende come la lingua materna, fin dal pancione!

A scuola non bisognerebbe cercare a tutti i costi di scovare il piccolo Mozart, bensì creare l’ambiente più musicale possibile per avvicinare tutti i bambini al linguaggio musicale. Purtroppo la scuola italiana è molto carente, nonostante il nostro immenso patrimonio culturale, ci si limita alla lezione frontale di un’ora scarsa la settimana e solo alle scuole medie! La musica è risevata ai pochi che vi accedono per propria iniziativa rivolgendosi a corsi pomeridiani privati. In Germania, per fare un confronto, tutti più o meno suonano uno strumento, anche chi non è talentuoso, si suona “di default”!

Edwin Gordon ha messo a punto una teoria scientifica in base alla quale spiega come funziona la nostra mente quando ci approcciamo alla musica. L’apprendimento della stessa è uguale a quello del linguaggio, ovvero tramite relazione, imitazione, acculturazione, assimilazione.

Per favorire l’apprendimento del linguaggio musicale nei bambini è fondamentale l’ascolto. La propedeutica si basa proprio su questo insegnamento, veicolato attraverso laboratori musicali caratterizzati dall’empatia con l’insegnante e poi da brevità, varietà, incisività del messaggio, affettività, partecipazione. Anche la messa in gioco del corpo, attraverso giochi musicali-motori, è importantissima, e poi la ripetizione, l’espressività, il contatto, la condivisione col gruppo che crea affiatamento intorno al progetto e al percorso.

L’uso del corpo è funzionale all’ascolto: è il corpo che “suona” per primo nella nostra vita, è il nostro primo “strumento”! E sarà “colui che suona” lo strumento. Senza fiato, bocca, braccia, mani e dita nessuno strumento suonerà! Con il suono i neuroni si attivano e il corpo prende a muoversi armoniosamente. Il corpo dei bambini inoltre è facilitato in questo perchè non ha filtri culturali, esso si muove naturalmente, con l’ascoltare. Permettiamo ai bambini di muoversi, stimolandoli con musica di qualità: non usiamo musica dozzinale, commerciale, senza nitidezza di timbro, come certi brusii radiofonici che non appassionano nessuno!

Ascoltare è una delle competenze più importanti dell’educare; l’essere umano nasce come ascoltatore per relazionarsi vocalmente con i suoi simili e con il mondo esterno. L’ascolto è il centro di un buon sistema educativo e la musica è il mezzo di ascolto per antonomasia. Quando le parole sono eccessive, per favorire l’ascolto, ci vuole la musica.

Ove le parole non arrivano, la musica parla“. L.V. Beethoven